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Home NO ALLA CHIUSURA DEI PUNTI DI PRIMO INTERVENTO NEGLI OSPEDALI DI COMUNITÀ

 

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postheadericon NO ALLA CHIUSURA DEI PUNTI DI PRIMO INTERVENTO NEGLI OSPEDALI DI COMUNITÀ

Mancanza di rispetto per i principi di equità sanciti in Costituzione, incertezza sulla realizzazione delle nuove strutture sanitarie e forti dubbi sugli effetti positivi della riorganizzazione sanitaria rispetto al servizio offerto ai cittadini.

Non ultimo, un’ulteriore mazzata nei confronti delle comunità locali colpite dagli eventi sismici.

C’è tutto questo alla base di una proposta di mozione, a firma del consigliere regionale, Sandro Bisonni, avente ad oggetto il mantenimento, almeno per i prossimi tre anni, dei punti di primo intervento in tutti gli ospedali di comunità dell’Area Vasta 3.

L’iniziativa di Bisonni prende le mosse dal processo di riorganizzazione della Sanità regionale, in particolar modo, in riferimento alla trasformazione della rete ospedaliera con l’introduzione degli Ospedali di Comunità e al graduale avvicendamento tra Punti di Primo Intervento (PPI) e Punti di Assistenza Territoriale (PAT).

“Un grave e progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria sul territorio – rileva Bisonni – che non garantisce parità di trattamento tra cittadini di una stessa comunità regionale”.

Il consigliere Bisonni lamenta il fatto che, soprattutto nelle zone del cosiddetto cratere sismico, venga a crearsi un accumulo di problematiche, anche a causa di tale ulteriore riduzione dei servizi sanitari.

“Un processo da interrompere prima che sia troppo tardi – conclude Bisonni – prorogando la prevista chiusura dei PPI per tre anni, sospendendo l’attuazione dei PAT ove già non avvenuta”.

 
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