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“La Regione Marche è contro l’inceneritore, non solo a parole ma con gli atti e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione. Nelle parole del consigliere Bisonni c’è solo la voglia di pubblicità, costruendo sul nulla una polemica finalizzata a guadagnare visibilità, cavalcando le paure dei cittadini. Siccome noi, invece che alle polemiche, teniamo di più ad evitare l’inceneritore nelle Marche, ci siamo da tempo attivati per impedirne la realizzazione, non lasciando nulla di intentato. Promuovere un referendum contro la legge che prevede un inceneritore nelle Marche, oltre che non impedirne affatto l’eventualità sarebbe stato un boomerang, come nel caso delle Trivelle dove scarsa affluenza e risultati finali, non hanno portato nessun vantaggio alla causa”. L’assessore all’Ambiente, Angelo Sciapichetti, risponde così alle dichiarazioni apparse oggi sulla stampa da parte del consigliere Bisonni. “L’aumento della produzione di rifiuti – prosegue l’Assessore – di 13 kg per abitante registrato nel 2016 rispetto al 2015, non sappiamo ancora se rappresenti un’inversione del trend pluriennale di decrescita, se sia un effetto della ripresa economica, o se sia legato ad eventi contingenti. Il dato va approfondito e studiato. Bisonni, anziché studiare e approfondire è più interessato alla polemica, ne prendo atto. Noi intanto andiamo avanti con le politiche per la raccolta differenziata e il riuso, che, contrariamente a quanto strumentalmente sostenuto, servono proprio ad evitare i conferimenti in discarica. Siamo, come media regionale, oltre gli obiettivi di legge, ma in diversi ambiti territoriali possiamo fare ancora meglio e in questa direzione indirizzeremo tutti gli sforzi”. Contro l’inceneritore la Regione Marche ha deciso di ricorrere al TAR Lazio alla fine dello scorso anno, ritenendo inutile e non economicamente sostenibile un impianto nel proprio territorio. La Giunta regionale è fortemente convinta che una gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, secondo la gerarchia dettata dalla direttiva comunitaria in materia, individui l’incenerimento quale ultima opzione e che tale opzione non dovrà essere effettuata nelle Marche. Nel ricorso al TAR Lazio, è stato evidenziato il fatto che il Piano nazionale degli inceneritori a norma di legge, non poteva essere sottoposto a verifica di assoggettabilità a VAS, ma direttamente a procedura di VAS (art. 11 del Dlgs. n.152/2006). La necessità di assoggettamento del programma a VAS, oltre che a valutazione di incidenza, sono stati evidenziati dalla Regione Marche anche con il parere espresso e trasmesso al Ministero dell’Ambiente all’inizio dello scorso anno.

 
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