postheadericon Jesi. L’ex assessore Cesarini in Svizzera per il suicidio assistito



Ha scelto il suicidio assistito Daniela Cesarini, 66 anni, ex assessore ai servizi sociali del Comune di Jesi e candidata a sindaco di Rifondazione comunista alle amministrative del 2012.



Dopo la morte del marito Amedeo prima, e del figlio Diego poi, l'ex assessore, disabile, ha deciso di morire in una clinica svizzera. Ha scelto, come data simbolica, il 25 aprile per l'iniezione letale. In Svizzera il suicidio assistito è, infatti, consentito dal 1941.



Cesarini, che a causa di una poliomielite era costretta a muoversi su una sedia a rotelle, ha scelto di morire come prima di lei avevano fatto anche il fondatore del “Manifesto” e storico leader della sinistra, Lucio Magri, e come aveva fatto tre settimane fa l'ex magistrato calabrese Pietro D'Amico.
 

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