Studenti a lezione di libert? dei detenuti del carcere di massima sicurezza di Fossombrone
Il carcere di massima sicurezza di Fossombrone (Pesaro Urbino) ha aperto le porte per la prima volta agli studenti di una scuola superiore, accogliendo questa mattina due classi quinte dell'istituto tecnico "Enrico Mattei" di Urbino. A volere l'incontro ? stato il procuratore generale della Corte di Appello di Ancona Roberto Rossi. "L'intenzione ? farvi conoscere la realt? del carcere a voi sconosciuta - ha spiegato il magistrato ai ragazzi - perch? se vi dico la parola 'carcere' sapete tutti cos'? ma cosa si fa dentro nessuno lo sa. Il concetto 'tanto non mi succede niente' non esiste, gli errori si pagano". E proprio di errori hanno parlato i detenuti. Sette degli 84 reclusi hanno raccontato la loro vita in carcere accennando alla pena ancora da scontare e all'opportunit? che Fossombrone, considerato un istituto di pena modello, sta dando loro attraverso vari laboratori e al percorso di studi. In carcere si dipinge, si fanno cesti artigianali, si fa giardinaggio, si studia, ci si diploma e ci si laurea. Un detenuto ? gi? alla quinta laurea. Gli studenti sono rimasti molto colpiti dalle storie dei reclusi, come l'ergastolano 63enne, originario di Cinisi, lo stesso paese di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia. "Ho scelto io il 'male' la mafia - ha ammesso - ma poi mi sono pentito". |
