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Cinghiali, dal problema alla risorsa: nasce la filiera della carne nel Maceratese


Nel territorio maceratese il cinghiale diventa una risorsa: nasce infatti una nuova filiera per valorizzarne la carne, controllata e tracciata. L'accordo coinvolge agricoltori, cacciatori, ATC e ambientalisti, con circa 300 capi l'anno destinati al Centro di Caccamo. L'obiettivo ? trasformare un problema per le coltivazioni in un'opportunit? economica e alimentare per il territorio.





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Trasformare una criticit? del territorio in una risorsa economica, ambientale e alimentare. ? questa la filosofia alla base dell?accordo sottos



Un?intesa innovativa, la prima di questo genere nelle Marche, che segna un cambio di visione nella gestione del cinghiale: non pi? soltanto una presenza da contenere per limitare i danni alle coltivazioni, ma una risorsa del territorio da inserire in una filiera controllata, tracciata e capace di creare valore.



L?obiettivo condiviso ? aumentare la disponibilit? di carne di selvaggina locale destinata agli agriturismi e alla ristorazione, garantendo al tempo stesso sicurezza sanitaria e corretto controllo della popolazione selvatica.



L?intesa si traduce in un meccanismo operativo nel territorio maceratese. Per ogni squadra di caccia al cinghiale di Atc MC1 e MC2 ? fissato l?obiettivo di conferire, in ciascuna stagione venatoria, almeno 5 capi con peso eviscerato non inferiore a 50 chili al Centro di Caccamo. Complessivamente la nuova filiera potrebbe interessare circa 300 animali l?anno. Il cacciatore diviene protagonista insostituibile sul territorio, della legalit? e salubrit? delle carni. Agricoltori, Atc, ambientalisti, cacciatori e ristorazione, vengono cos? inseriti in un unico progetto territoriale. Le associazioni agricole promuoveranno l?utilizzo delle carni locali presso agriturismi e imprese, mentre Urca sosterr? l?adesione dei cacciatori, la formazione e la valorizzazione della filiera.